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domenica 15 luglio 2012

Il misterioso pianto del GESU' BAMBINO di Caraffa del Bianco (RC).

Le lacrime del Bambinello e le infinite "tesi" di questi giorni

Da LA RIVIERA del 15/07/2014

Dal settimanale LA RIVIERA del  15/07/2012
Mentre scrivo, ancora non si conoscono i risultati delle analisi del liquido inviato, giorno 6 luglio, al Ris di Messina. Forse anche per questo le “tesi” riguardanti le lacrime del Gesù Bambino de “la Madonna della Tenerezza”, a Caraffa del Bianco, hanno superato di numero le 95 affisse da Martin Lutero sul portone della Chiesa di Wittenberg, il 31 ottobre del 1517. Le ultime convinzioni, addirittura, tendono a smentire l’esito delle  analisi (ancora sconosciuto) e presumono che “sicuramente non sarà detta la verità”. Nel frattempo, sempre per quanto concerne il riscontro del Ris, ogni giorno riceviamo la stessa risposta : “forse domani! ”. Può darsi che perfino la lunga attesa snaturi il senso delle cose ma, accanto ai credenti che non hanno dubbi, ci sono non solo i seguaci di Odifreddi (ovvero gli “impertinenti” neo-illuministi che se la ridono della fede altrui) ma anche i paladini di un particolare empiriocriticismo: ovvero coloro che contestano le analisi prima di conoscere il risultato. 

Intanto la Madonna con il suo volto rassicurante è sempre lì ferma; un colore rosso scuro riga tuttora il volto del Gesù Bambino e la gente sosta proprio nel punto ove la vallata appare più suggestiva. 
Si è pure ipotizzata una reazione chimica dovuta al caldo, poiché la scultura è stata inaugurata soltanto a dicembre ed il sole colpisce per tutto il pomeriggio unicamente la “guancia lacrimante”. Ma guai a dire simili “eresie”. Qualcuno potrebbe arrabbiarsi. E visto che “ non si scherza con i santi” , diciamo che  è più consigliabile “riflettere tacendo, invece di dire stupidaggini”. Sempre tra i fedeli,  ci sono pareri diversi anche riguardo l’accezione del pianto. Per alcuni è un avviso negativo (terremoti, disgrazie ecc..) per altri una fiduciosa previsione (le lacrime sono il segno più vivo della presenza celeste). 

E se si è arrivati a riconoscere in tutto questo finanche “un senso politico”,  i giovani, invece, si radunano ogni sera sotto la statua vivendo quasi con silenzioso rispetto quello che, per un piccolo paese, rappresenta la “variante” di un tempo sempre uguale. Sicuramente, qualche giornale ha esagerato, nelle ventiquattrore seguenti l’episodio, scrivendo che la gente “grida al miracolo”. Certo, vi era chi pregava, qualcuno  era turbato, ma in generale, all’inizio, non c’è stato un vero e proprio moto d’animo collettivo e tutti hanno reagito con compostezza. 

Ora, quando si incontra qualcuno in giro, la domanda è sempre la stessa: “tu chi dici pà Madonna?”. Ci fosse un Blaise Pascal avrebbe senz'altro scommesso che quello di Caraffa è un pianto soprannaturale. “Tanto -  avrebbe motivato – in questa, come nella scommessa sull’esistenza di Dio, se si vince si vince tutto, se si perde non si perde niente”. Ma le lacrime del 2012 sono un problema molto più antico, ed il thauma (lo stupore attonito, la “meraviglia” di fronte all’imprevedibile) che ancora pervade gli occhi degli uomini ci impedirà, anche dopo l’esito delle analisi, di percepire allo stesso modo una casualità o un “fiato divino”. E forse il bello è proprio questo!










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